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Cina: Green Dam, fra proteste e denuncie
Il Governo Cinese ha da giorni espresso l'intenzione di far inserire in TUTTI i Pc in vendita nel paese un software chiamato "Green Dam Youth Escort", in grado di bloccare i contenuti pornografici e "pericolosi", prendendo come scusa una tradizionale morale e di "aumentare la sicurezza".
Dopo le continue censure di siti che proponevano semplicemente idee diverse da quelle dello stato e il tentativo di bloccare i contatti al di fuori dalla nazione, la censura sembra arrivare ad un punto di non ritorno per i cinesi che probabilmente entro poco vedranno scomparire persino il materiale pornografico.
(senza contare che sicuramente un filtro di tale imponenza farà MOLTI errori oscurando anche siti innocui)
Naturalmente dopo iniziative del genere non sono per niente mancate le proteste, la libertà dei cittadini cinesi è stata definitivamente intaccata (come è da parecchio tempo ormai) da un governo completamente totalitario che di morale ne ha decisamente troppo poca per poter prendere decisioni moralistiche simili.
Purtroppo ora come ora nessuno è in grado di ribellarsi a questa situazione perchè chiunque si ribelli a un regime come quello di certo si crea non pochi problemi, ma nonostante tutto una via di salvezza forse ancora c'è, infatti è anche stato dichiarato che questo software attualmente funzionerebbe solo su piattaforma Windows, (linux e mac si salverebbero) un bel casino questo direi!! (come potranno fare una cosa di tale importanza cosi alla ca**o io non lo so......)
Un altra possibile via di scampo sta nel fatto che un azienda americana, la Solid Oak, ha indirizzato una minaccia a chi inserirà Green Dam nelle sue produzioni, in quanto il codice sorgente sarebbe stato copiato dal governo cinese da un loro software per la protezione dei contenuti per scuole e famiglie, questo certo può essere un punto a favore ma sicuramente essendoci di mezzo un business da miliardi immagino che un paio di cause non daranno fastidio a nessuna multinazionale del calibro di Sony e Acer, che sarebbero state le prime ad aderire per poter vendere alla svelta. (un bel "schifosi bastardi venduti" qui ci sta)
Che posso dire, sarà per l'ennesima volta una vera e propria lotta contro la libertà, non resta che sperare in un passo indietro (anche se sarà dura)...
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Americana scarica musica, maxi-risarcimento da 1,9 milioni di dollari
Le major americane, per farne da esempio per tutti i downloader, hanno scelto Jammie Thomas Rassett, 32 anni, mamma di 4 figli.
La donna è stata scoperta dopo aver scaricato 24 canzoni da internet ed è stata accusata per i diritti al copyright a pagare per 90.000 dollari A CANZONE!!! (1,9 MILIONI DI DOLLARI)
La RIAA (associazione per i diritti al copyright) si ritiene soddisfatta del risultato e generalmente tutti i produttori del mondo prendono come esempio questo fatto per la attuale aspra guerra fra gli utilizzatori di peer-to-peer e queste agenzie.
Molte associazioni per i diritti civili si sono schierate dalla parte della donna che, afferma, non riuscirà MAI a pagare una somma simile e neppure un eventuale patteggiamento, ha detto anche che intende ricorrere in appello, ma non si hanno grandi speranze di risvolti.
La lotta si fa sempre più aggressiva, le autorità competenti di mezzo mondo stanno cercando in ogni modo da anni di ostacolare il fenomeno del p2p nonostante da ricerche recenti sia emerso che questa condivisione di file senza pagarne il costo non ha peggiorato l'andamento del settore, BENSì HA MIGLIORATO LA CRESCITA ECONOMICA in quanto la prova gratuita totale a tempo indefinito ha incrementato le vendite di copie originali.
( vedi: http://www.onep2p.it/23/01/2009/olanda-il-p2p-fa-bene-alleconomia/ )
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DICIAMO BASTA A QUESTE REPRESSIONI E A QUESTO PROIBIZIONISMO CHE CI PRIVA DELLA NOSTRA LIBERTà, IL FILE-SHARING NON è UN CRIMINE, CONDIVIDERE NON è RUBARE!!!
Quale crimine credete sia più grave fra i 2:
-scaricare qualche canzone, software o gioco (pubblicizzandolo gratuitamente in fin dei conti)
oppure
-Dare a una madre con 4 figli da mantenere una multa che non potrà mai interamente pagare (ripeto 1,9 MILIONI)
Questo comportamento è immorale, e lo è ancora di più se si pensa a quanto mai possano aver provocato danni una ventina di canzoni a una casa discografica MILIONARIA e si pensi invece ai danni causati a questa donna dopo questo processo.
Link interessante sull'argomento:
(sito che promuove lo scambio etico di file e la lotta per la legalizzazione e la creazione di nuove norme egualitarie fra produttore/consumatore)
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